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MERAVIGLIOSO URBANO

piano strategico per la rete ciclopedonale

MERAVIGLIOSO URBANO

piano strategico per la rete ciclopedonale | Putignano (BA) | 2022

seconda fase

 

#strategia #mobilitàciclabile #mobilitàpedonale #spaziopubblico #urbandesign #intermodalità  #sistemaintegrato #rigenerazioneurbana #masterplan #arredourbano #piazza #playground

La visione che si propone per l’area di intervento, nel quadro di una struttura generale a livello urbano, è quella di attivare un sistema continuo di spazi aperti, pubblici e condivisi incardinato sulla mobilità lenta e sui sistemi naturali. Dunque, non una linea, ma uno spazio: un luogo accentratore, dotato di sue proprie caratteristiche, per il quale si prevede una densità urbana di funzioni, di attività, di socialità, di scambio, capace di ristabilire e rigenerare un’identità comunitaria e condivisa.

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La strategia progettuale persegue alcuni specifici obiettivi:

– definire lo spazio e la sua identità, chiara e riconoscibile, qualificata da specifici caratteri fisici e percettivi e dalla ripetizione di alcuni elementi iconici (stendardi e coriandoli);

– connettere i punti nevralgici (rete di mobilità territoriale e locale) in un sistema continuo capace di soddisfare l’uso quotidiano e quello saltuario;

– rispondere alle necessità del contesto attraverso tre tipi di percorsi diversi (il loop, le propaggini, i raggi) che si declinano rispetto all’essenza dei luoghi;

– lavorare con l’effimero (usi temporanei e urbanismo tattico) per sperimentare le trasformazioni urbane nelle aree incerte e indeterminate (le Città e il Parco) e per arrivare progressivamente alle soluzioni definitive, attraverso un processo evolutivo nel tempo;

– integrare l’esistente, muovendosi in modo strategico, stabilendo delle priorità e gettando le basi che predispongano il completamento del sistema in fasi successive.

 

Con ben saldi questi obiettivi, è stata sviluppata la strategia proposta, che si struttura come un intervento metodologico verificato operativamente nelle aree oggetto di concorso. Il progetto prefigura infatti una visione più ampia, ma più incisiva e performativa sul territorio. Pertanto si è scelto di operare in maniera strategica, organizzando la trasformazione in fasi e strutturando una strategia di sviluppo che sia, da un lato, capace di assorbire modalità alternative per la realizzazione, gestione e manutenzione dei beni collettivi, includendo i diversi soggetti, pubblici e privati, che si occupano di trasformazioni spaziali e, dall’altro, sia sufficientemente flessibile per rispondere ad esigenze, occasioni e necessità, per loro natura mutevoli nel tempo.

CREDITI

tipo: concorso di progettazione a procedura ristretta
risultato: seconda fase
cliente: Comune di Putignano
consulenze: Valerio Tufoni (geologia), Kristian Sesto (sicurezza)

BARI COSTA SUD

riqualificazione dell’area costiera

BARI COSTA SUD

riqualificazione dell’area costiera | Bari | 2018

 

#rigenerazioneurbana #mobilitàcilabile #mobilitàpedonale #spaziopubblico #urbandesign #intermodalità #masterplan

Bari Costa Sud propone una strategia di riconfigurazione per il settore di costa che si sviluppa a sud-est della città. La strategia prevede una serie di azioni che, spazialmente e semanticamente, ridefiniscono un paesaggio ad oggi molto frammentato intorno al sistema del vuoto.

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CINQUE AZIONI PER LA COSTA SUD

  1. riconoscere la discontinuità come valore

L’area di progetto è caratterizzata da un paesaggio frammentato, la cui identità non è univoca. Fino al canale Valenzano, si riconosce una forma della città, definita da espansioni concentriche: qui è sufficiente il riammagliamento con la città storica attraverso mirati completamenti della rete stradale e dei tessuti edilizi. Oltre la lama, la pianificazione dell’ultimo secolo ha generato un tessuto discontinuo, costituito da un sistema di isole indipendenti ed eterogenee. Riconoscendo la discontinuità del costruito come un valore da preservare, il progetto rafforza la natura dei diversi ambiti come realtà autonome ed indipendenti, da densificare e ridefinire nei caratteri e nei bordi. Il vuoto, nella forma di parco lineare, sarà l’elemento strutturante, capace di tenere insieme le diversità e ridefinire l’identità del luogo. 

 

  1. strutturare la spina dorsale

Affinché la discontinuità non significhi segregazione e marginalizzazione, occorre garantire condizioni ottimali di accessibilità. La proposta consiste nel trasformare il tracciato ferroviario, fino ad oggi una cesura invalicabile nel territorio, nella spina dorsale capace di strutturare la trasformazione, convertendolo nel TAC (Tram dell’Arte Costiera), un’importante asse di trasporto pubblico locale da relazionare ad un sistema capillare di mobilità ciclopedonale, che possa costituire realmente un’alternativa alla mobilità su gomma.

 

  1. individuare i poli

Il sistema lineare della mobilità pubblica è potenzialmente un sistema omogeneo. Il rafforzamento dei nodi esistenti e l’inserimento di nuovi poli accentratori lungo il suo percorso permette di costruire dei momenti che si configurano come delle pause di differente scala, condensatori di vita e di vitalità. I poli lungo la linea del TAC, alcuni già esistenti, altri di nuova costituzione (il parco marittimo, il polo di Torre Carnosa, dell’insediamento costiero di San Giorgio, il distretto agro-marittimo), sono di diverso tipo e rilevanza. La trasformazione è direzionata, da un lato, verso funzioni capaci di costituire attrazione per la scala territoriale e, dall’altro, verso lo sviluppo di un sistema continuo di spazi comunitari per la cultura, l’educazione, lo sport e il leisure, capaci di costituire attrazione e identità alla scala locale. 

 

  1. lavorare sui bordi

Questa parte di città, per sua natura, si è sviluppata all’interno di fasce longitudinali, parallele alla costa e delimitate dalle linee infrastrutturali, con scarsi punti di contatto e connessione trasversale. La sfida consiste nel rileggere queste fasce, reinterpretando il concetto di limite non come cesura, ma come territorio di mediazione fra le parti. Nel progetto le aree di bordo assumono quindi un valore particolare, sia come punto di incontro che filtra realtà diverse (paesaggio costiero e retrocostiero, tessuti insediativi, sistemi naturali), sia luoghi ben definiti, dotati di una propria identità, che hanno la possibilità di diventare per il territorio una risorsa eccezionale perché specifica del luogo.

 

  1. evitare il consumo di suolo: riusare, liberare, densificare, intensificare

Il momento di crisi attuale non permette errori, né sprechi. Serve agire in maniera strategica, traendo il massimo beneficio dalle risorse già disponibili. Pertanto il progetto si fonda su quattro principi. Riusare l’esistente (edifici dismessi e spazi scarsamente definiti), prevedendo anche ri-attivazioni temporanee per innescare le prime trasformazioni. Liberare il fronte mare e l’ambito retrodunale da tutti quegli elementi incongrui che, se non possono essere riutilizzati, dovranno essere demoliti. Densificare, completando i tessuti esistenti, così da preservare il vuoto, naturale o minerale, come elemento di riconnessione fra le parti. Intensificare di funzioni e attività, puntando sulla mixitè funzionale, tipologica, formale.

CREDITI

tipo: concorso di idee
cliente: Comune di Bari
urbanistica: arch. Mauro Baioni

FRONTE/RETRO

parco lineare sul tracciato dell’ex ferrovia Fincantieri

FRONTE/RETRO

parco lineare sul tracciato dell’ex ferrovia Fincantieri | Monfalcone (GO) | 2018

 

#infrastruttura #parco #mobilitàciclabile #mobilitàpedonale #strategia #masterplan

Il tracciato dell’ex ferrovia è un luogo urbano che per anni ha rappresentato una cesura nel territorio dei quartieri periferici dell’area sud di Monfalcone. La sua dismissione rappresenta una grande opportunità, poiché attraversa un tessuto abitato, prevalentemente periferico e non molto ricco di funzioni, di servizi pubblici e di luoghi di aggregazione. Dare una nuova vita a questo luogo vuol dire riposizionarlo al centro dei tessuti come spina dorsale pubblica del settore urbano meridionale, rendendolo parte integrante dell’organismo-città. Significa trasformare uno ‘spazio da attraversare’ in un ‘luogo accentratore’, denso di attività e di vitalità urbana. Significa trasformare un retro in un fronte urbano. Significa trasformare un limite in una soglia, un luogo ricco e complesso, capace di irrigare di vitalità i territori che attraversa.

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Come le acque risorgive riaffiorano dal sottosuolo e occupano gli avvallamenti in cui emergono finché possono, allo stesso modo dalla riattivazione di un percorso continuo, pubblico e protetto, si propagheranno delle diverse aree di influenza, facendosi largo ai suoi lati, tutte le volte che ne hanno la possibilità; la nuova vita urbana definirà il suo spazio attraverso successivi livelli di espansione che hanno la capacità di rivitalizzare i tessuti circostanti, reintessendo le reti e le risorse già presenti sul territorio.

Dunque, serve innanzitutto ottenere una continuità nel percorso (primo livello): lungo tutto il sistema lineare si preserva sempre un canale continuo, libero e percorribile che si mette in relazione con la traccia dei binari, conservando la memoria storica del luogo. Il secondo livello di espansione è quello immediatamente adiacente ai binari: è lo spazio che può essere attrezzato con il sistema vegetazionale e con le aree attrezzate (le stanze e le attività) che costituiscono l’infrastruttura necessaria a rendere il percorso vivibile e attrattivo in tutta la sua lunghezza, per un’utenza diversificata. Il terzo livello include tutti quegli spazi pubblici che possono essere integrati al sistema lineare. Alcuni sono gli spazi residuali, spazi poco definiti o ritagli fra particelle proprietarie che non hanno una funzionalità specifica; altri sono spazi destinati alla mobilità (strade, marciapiedi, parcheggi), talvolta sovradimensionati, talvolta poco rispondenti e adatti alle necessità dei tessuti circostanti; altri ancora sono costituiti dallo spazio aperto dei complessi residenziali, molto spesso poco utilizzato. La riconversione del tracciato offre l’opportunità di ridefinire un nuovo ruolo anche per questi spazi, che rappresentano una grande risorsa per la ridensificazione di funzioni e la definizione di un nuovo fronte urbano. Il quarto livello di espansione è quello che coinvolge i lotti liberi adiacenti al percorso, gli edifici da riqualificare, gli spazi condivisi delle residenze collettive, spazi che, beneficiando della nuova posizione di vantaggio in cui si trovano, possono aprirsi verso il nuovo fronte urbano e diventare parte integrante del sistema. Il quinto livello, invece, quello più ampio, lambisce gli spazi collettivi e i luoghi urbani rilevanti che, attraverso le connessioni e la rete della mobilità ciclopedonale, vengono riconnessi al parco lineare integrandosi in un grande unicum urbano.

CREDITI

tipo: concorso di idee
cliente: municipalità locale

THE COLLABORATIVE MILE

rigenerazione urbana di una strada di accesso

THE COLLABORATIVE MILE

rigenerazione urbana della Kartner Strasse | Europan 14 | Graz, Austria | 2017

finalista

 

#rigenerazioneurbana #strategia #infrastruttura #urbandesign

La sfida consiste nel trasformare la Kärntner Straße, una ordinaria strada di accesso alla città, in The Collaborative Mile, un distretto ben definito e dotato di determinate caratteristiche (fisiche, relazionali e immateriali), fondato sui principi dello sharing:

– di risorse (sfruttando le occasioni e le disponibilità dei diversi soggetti che agiscono sul territorio);
–  di saperi (creando incubatori per stimolare il corto circuito tra idee e competenze diverse);
– di economie (sia derivanti da nuovi modelli produttivi – raggruppando produzione, servizi, ricerca, formazione -, sia indotte dalla nuova domanda derivante dai nuovi utenti);
– di capacità trasformativa (solo collaborando e mettendo insieme risorse e obiettivi sarà possibile una trasformazione che risponde ad un’immagine complessiva).

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È necessario perciò definire:

  1. un sistema di linee guida strategiche (>> THE RULES) che definiscono l’impianto e i principi dello sviluppo;
  2. le tipologie di intervento (>> THE INGREDIENT) che, a seconda degli obiettivi e delle opportunità, possono essere realizzate sul territorio;
  3. il meccanismo di funzionamento (>> THE PROCESS), ossia il metodo processuale che permette di ottenere la trasformazione prevista.

CREDITI

tipo: concorso di idee
risultato: finalista
cliente: City of Graz

GIARDINI DI FALANTO

riattivazione dell'unità territoriale del Mar Piccolo

GIARDINI DI FALANTO

reactivation of Mar Piccolo territory | Taranto | 2016-18

 

#strategy #landscape #slowmobility #reuse #infrastructure

The territorial unit of Mar Piccolo is a naturalistic and archaeological area with a totally unexpressed potential value. This place is unique for its natural conformation (the two seas of Taranto), for the wetland and marine biodiversity that it welcomes despite the state of degradation and pollution, and for the historical and archaeological presence still visible today. The task is to define an innovative and integrated territorial development model that considers the redevelopment of a degraded area as a complex multidisciplinary process, self-sustaining and capable of generating new economies.

Giardini di Falanto is therefore a long-term and broad planning framework, which aims to host different project initiatives, carried out by different subjects, but all directly or indirectly linked to the identity of the areas of Mar Piccolo, to their history and to a few simple guidelines that identify the general rules within the particular processes are included. It is a participatory and shared process to implement sustainable and excellent activities within green and blue economy, social innovation, sustainable mobility, research and technology transfer.

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The objective is to build a renewal process starting from the existing, from the available resources of the territory, and working on certain issues (mobility, territorial identity, biodiversity, economic development) that define the guidelines in which the different project actions are then inserted consistently.

Among these, the starting point for the enhancement of the entire territorial unit is the project to convert the former Circumarpiccolo railway into an equipped cycle and pedestrian path. Once the territory becomes accessible and infrastructured, it can easily return to life, redefining its new role within the city: the infrastructure of the area will be the trigger mechanism capable of stimulating public and private initiatives to start new activities and a network of local economies. The construction of the cycle and pedestrian circuit and the reactivation of the former disused tolls, that can host activities linked to sustainable mobility, tourism and local production, allow the connection of the city and the territory in a continuous, ecological and sustainable way, making it possible to discover and experience the resources and character of the area.

CREDITS

type: research/commission
status: ongoing
client: Ance, Accademia degli Audaci

RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO DI CHAMPOLUC

mobilità e nuovi spazi pubblici

RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO DI CHAMPOLUC

mobilità e nuovi spazi pubblici  | frazione Champoluc, AYAS (AO) | 2016

seconda fase

 

#infrastruttura #mobilità #masterplan #urbandesign

La proposta per Champoluc consiste nella definizione di un sistema integrato di mobilità carrabile e di percorsi ciclopedonali, capaci di mettere in relazione le diverse componenti funzionali, morfologiche e paesaggistiche del sistema urbano. Attraverso la riorganizzazione delle gerarchie dei percorsi, la messa in rete dei nodi attrattori nel tessuto urbano e la definizione di spazi pubblici e di aggregazione, sarà possibile evidenziare i pregi del luogo e rafforzare la potenzialità turistica, ricettiva e commerciale di Champoluc.

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Gli interventi sono volti al raggiungimento, in particolare, di tre obiettivi:

> scaricare il centro urbano dalla mobilità di attraversamento: la realizzazione di un nuovo by-pass viabilistico permette di eliminare la carrabilità di attraversamento dal centro urbano, che diventa a prevalenza pedonale; alle estremità dell’abitato, tre parcheggi di scambio permettono di lasciare il mezzo privato e procedere verso il centro a piedi o con sistemi di trasporto sostenibile.

> ridefinire il sistema degli spazi pubblici e dei luoghi collettivi:la limitazione degli ingressi carrabili nell’abitato permette di configurare un sistema continuo e protetto di spazi pubblici, a vocazione ricettiva e commerciale; l’asse di Route Ramey e la piazza centrale diventano i luoghi catalizzatori per la costruzione dell’identità urbana.

mettere in sicurezza le vie d’acqua:con delle operazioni mirate lungo i corsi d’acqua è possibile mettere in sicurezza dalle esondazioni i punti più critici, proteggendo l’abitato e gli spazi collettivi.

Attraverso questa serie di interventi si andrà così a rafforzare l’identità di Champoluc come luogo di eccellenza nell’accoglienza e nel turismo alpino.

CREDITI

tipo: concorso di progettazione a procedura ristretta
risultato: seconda fase
cliente: Comune di Ayas
con: F&M Ingegneria

RACCONTI DI TERRA E DI MARE

riqualificazione del waterfront

RACCONTI DI TERRA E DI MARE

masterplan degli affacci a mare dal Porto turistico al Colle Balaguer | Alghero | 2015

 

#masterplan #lungomare #spaziopubblico

L’idea che si propone per l’area oggetto di intervento è quella di rendere il lungomare un’infrastruttura urbana, un sistema continuo ed integrato fondato su delle forti reti di mobilità pubblica e sostenibile e da sequenze di spazi pubblici e privati ad uso pubblico. Un luogo accentratore per il quale si prevede una densità urbana di funzioni, di attività, di socialità, tale da rafforzare il suo carattere di spina dorsale della città.

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Il nuovo lungomare di Alghero è un’infrastruttura contemporanea con una sua riconoscibilità e identità complessiva, ma che è capace di interagire ed adattarsi lungo il suo percorso con le realtà che interseca e con cui stabilisce nuove relazioni e interpolazioni. In ogni tratto il lungomare assorbe le caratteristiche e risponde alle vocazioni del tessuto circostante, mettendone in luce le potenzialità ed eccezionalità. Percorrere il nuovo lungomare di Alghero vuol dire percorrere la memoria e le tracce che le diverse epoche hanno depositato nella città.

Il nuovo lungomare di Alghero è un luogo attivo, capace di attrarre alla scala urbana prevedendo spazi flessibili, adeguati ad un event oriented development e, allo stesso tempo, di essere funzionale a rispondere ai problemi e alle necessità più quotidiane della scala locale, integrando spazi che rendano possibile lo sviluppo di una microeconomia diffusa che reagisce in modo dinamico ai cambiamenti stagionali.

Il nuovo lungomare di Alghero è per questo un’infrastruttura adattabile e flessibile; un sistema integrato basato su alcune regole strategiche alla scala dell’intero intervento e su alcuni nodi particolari da riattivare capaci di diventare motore economico per la trasformazione.

CREDITI

tipo: concorso di idee
cliente: Comune di Alghero

GUARDA-MI

riqualificazione del Cavalcavia Bussa

GUARDA-MI

riqualificazione del Cavalcavia Bussa | Milano | 2014

progetto vincitore – in corso

 

#spaziopubblico #infrastruttura #mobilitàciclabile #rigenerazioneurbana #urbandesign #usimultipli #temporaneità #flessibilità #playground #attrezzaturesportive

GUARDA-MI è il progetto di riconversione del Cavalcavia Bussa e delle sue connessioni con la città in un sistema continuo di spazi pubblici.

GUARDA-MI consiste in una strategia operativa in grado di trasformare uno spazio che ha perso la sua funzione urbana in un extra-spazio, uno spazio vivente e vissuto, restituito alla città. Il progetto di trasformazione si andrà progressivamente ad inserire nell’immaginario collettivo del panorama urbano come luogo in cui, assumendosi una certa dose di responsabilità, sarà possibile gettare le fondamenta per modelli alternativi di sviluppo, basati sulla temporalità degli usi e sull’adattabilità, sull’interazione fra gli attori urbani che a differenti scale sono coinvolti nei processi di trasformazione e sul coinvolgimento diretto degli utenti.

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La riqualificazione del cavalcavia è finalizzata a creare un luogo dotato di una propria identità, seppur mutevole e in continuo divenire: uno spazio ben definito, ma in cui tutto è ancora possibile. Per questo lo spazio del cavalcavia e delle testate è stato “infrastrutturato” secondo alcune regole generali che prevedono al loro interno un processo aperto con ampi margini di adattabilità (sia rispetto alle richieste del mercato, che ai continui mutamenti della domanda) e che garantiscono, in ogni momento del ciclo di vita urbana dell’intervento, la corrispondenza dell’immagine complessiva all’impianto proposto.

CREDITI

tipo: concorso di progettazione in due fasi
risultato: vincitore/in corso
cliente: Comune di Milano
con: Guglielmo Bartocci, Elisa Borgognoni, Agnese Monica, Giovanna Perdichizzi
plastico: Modelab

 

PREDAZZO: UNA MARCIA IN PIÚ

piano strategico per la rete ciclopedonale

PREDAZZO: UNA MARCIA IN PIÚ

piano strategico per la rete ciclopedonale | Predazzo (TN) | 2014

secondo posto

 

#strategia  #mobilitàciclabile #mobilitàpedonale #spaziopubblico #urbandesign #intermodalità  #sistemaintegrato #rigenerazioneurbana #masterplan

L’intervento propone di definire e comunicare una nuova immagine per il paese: Predazzo come ciclosistema, un luogo in cui il pedone e il ciclista possono riconquistare lo spazio che nel corso del tempo hanno perso in favore del traffico veicolare, che viene invece disincentivato e declassato. Un sistema continuo e protetto, che si propone di affrontare le nuove sfide previste per la città del futuro: ecologia, connettività, qualità della vita, sostenibilità.

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Il ciclosistema è un sistema stratificato di mobilità ciclopedonale, capace di mettere in rete, fisicamente e virtualmente, tutti i luoghi pubblici e gli elementi attrattivi del territorio, definendo nuove opportunità e occasioni per uno sviluppo urbano sostenibile, dal punto di vista spaziale, ambientale, economico e sociale.

Il ciclosistema è costituito da quattro percorsi principali (il Ring urbano, la Strada delle pendici, il Percoso delle confluenze, il Viale campestre) e dalle loro interconnessioni; ognuno di essi ha una sua specifica vocazione legata al contesto e all’essenza dei luoghi. Sono quattro percorsi che, pur essendo tematizzati e differenti per la loro morfologia, posizione, estetica e ruolo nell’economia urbana, rimandano e richiamano un disegno complessivo unitario che permette di ricucire e rafforzare l’unità territoriale.

CREDITI

tipo: concorso di idee
risultato: secondo posto
cliente: Comune di Predazzo

TUNE UP, ZUGLÒ!

riqualificazione degli spazi lungo il canale

TUNE UP, ZUGLÒ!

riqualificazione degli spazi lungo il canale | Europan 12 | Budapest, Ungheria | 2013

progetto menzionato

 

#rigenerazioneurbana #strategia #temporaneità #spaziopubblico #mobilitàlenta

Tune Up Zuglò significa risintonizzare il quartiere all’interno della struttura urbana, predisponendolo per scenari futuri non esattamente prevedibili, ridefinendo il suo ruolo centrale come connettore fra le parti e rendendolo territorio fertile di sperimentazione urbana.
A scala locale l’idea è quella di trasformare il Rákos Creek e gli spazi sottoutilizzati e indefiniti ad esso adiacenti nella Rákos Strip, un luogo accentratore di urbanità. La strip è un’infrastruttura contemporanea, con una propria identità, che interagisce e si adatta alle differenti realtà che interseca e con le quali stabilisce nuove relazioni capaci di generare un’identità comune.
Attraverso una serie di interventi, alcuni strategici, altri site specific, sarà possibile sfruttare il momento attuale di stasi del mercato e l’indeterminatezza della pianificazione per sperimentare modalità, linguaggi e spazialità alternative, nell’ottica – a lungo termine – di uno sviluppo urbano più consapevole, ecologico, economico e sostenibile.

CREDITI

tipo: concorso di idee
risultato: progetto menzionato
cliente: City of Budapest

ECOBORGO

insediamento a tipologia mista

ECOBORGO

masterplan per un nuovo insediamento a tipologia mista | Calenzano (FI) | 2012

progetto menzionato

 

#masterplan #espansione #mixeduse #paesaggio

Le scelte progettuali definiscono un sistema generale di parcellizzazione dello spazio impostato sulla trama agricola. In questo impianto, che si costruisce per fasi e secondo ampi margini di flessibilità nel tempo, si persegue un obiettivo di mixitè funzionale che favorisca l’incontro e la costruzione di un solido tessuto sociale, evitando la concentrazione delle diverse destinazioni d’uso da insediare in grandi aree monofunzionali.

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La strategia che definisce il nuovo insediamento nell’area di Dietro Poggio consiste in:

– Recuperare i tratti del territorio: riconoscere gli elementi che permangono invariati nel corso del tempo e restano costanti tali da costituire il fondamento del riconoscimento dell’identità;

– Tendere alla mixitè: recuperare la complessità e la stratificazione di funzioni, di persone e di attività proprie della città storica, che rendono possibile il casuale, l’incontro, lo scambio, ossia tutto ciò che il sistema non può prevedere;

– Trama come infrastruttura sociale: la trama agricola (struttura del nuovo insediamento) divide ma allo stesso tempo irriga, caratterizzando il suolo che attraversa, portando ricchezza e vitalità;

– Confini come spazi: gli spazi di confine sono il punto di incontro che filtra realtà diverse (parco agricolo e insediamento, insediamento e centro storico); devono essere luoghi ben definiti, dotati di una propria identità, che rendono il nuovo insediamento non una periferia, ma un luogo di qualità;

– Pensare eco: lavorare in maniera ecologica, economica e sostenibile introducendo nella progettazione, da un lato l’uso di tecniche costruttive, materiali e essenze locali, dall’altro meccanismi di funzionamento capaci di generare una sostenibilità economica (realizzativa e gestionale).

CREDITI

tipo: concorso di idee
risultato: menzionato
cliente: Comune di Calenzano

AI CONFINI DELLA REALTÀ

riqualificazione di un’area di margine

AI CONFINI DELLA REALTÀ

riqualificazione di un’area di margine | Molfetta (BA) | 2012

progetto vincitore

 

#partecipazione #socialinnovation #strategia #comunità

Ai confini della realtà è una strategia di trasformazione dello spazio che trova il suo motore in ciò che c’è: nelle potenzialità del territorio, negli attori che agiscono o che possono agire sullo spazio, nelle necessità che questi hanno e negli obiettivi che si pongono.
L’area oggetto di intervento è uno spazio di margine, uno spazio vago e sospeso, uno spazio come tanti all’interno dei tessuti urbani, in attesa di esprimere la sua potenzialità. È uno spazio incerto, ma che attraverso opportune azioni di trasformazione può essere reinserito all’interno dell’immaginario collettivo.

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A questo scopo è stata elaborata una strategia di sviluppo per fasi, aperta e flessibile, semplice ed economica, che include nel suo processo di crescita il coinvolgimento diretto dei diversi attori implicati, a differenti livelli, nei processi di trasformazione spaziale. È una strategia che parte dalla lettura della realtà, sfruttando le disponibilità economiche e sinergiche possibili, e dal tentativo di fornire una risposta a necessità specifiche, corrispondenti ai bisogni della comunità locale.Si propone quindi la realizzazione sequenziale di alcuni episodi spaziali, capaci di caratterizzare il luogo e di contribuire ad una progressiva costruzione dell’identità, prevedendo per ognuno di essi le modalità di finanziamento, di manutenzione e la definizione di tipi di utenze prevalenti. Si è previsto inoltre l’utilizzo di materiali locali o comunque a basso costo, sia per ciò che concerne la realizzazione che la manutenzione. Anche per l’impianto vegetazionale si è seguita la stessa logica, preservando al massimo possibile le alberature esistenti ed inserendo nuove essenze, che rientrano tra le specie autoctone, e nuove aree permeabili, piantate a prato rustico a bassa manutenzione.

CREDITI

tipo: concorso di idee
risultato: vincitore
cliente: Associazione Comunicare il sociale, Comune di Molfetta

PARCO LINEARE DELL’ANTICA VIA COLLATINA

percorso ciclopedonale

PARCO LINEARE DELL’ANTICA VIA COLLATINA

percorso ciclopedonale integrato da Porta Maggiore da Gabii | Roma | 2012

 

#infrastruttura #mobilitàciclabile #mobilitàpedonale #intermodalità #rigenerazioneurbana #paesaggio #territorio

Il percorso attrezzato ciclopedonale Porta Maggiore-Gabii si inserisce come importante direttrice verso est nello scenario previsionale del Piano Quadro della Ciclabilità del Comune di Roma, lungo il tracciato della TAV Roma-Napoli.

Il percorso attraversa quattro Municipi, per più di venti chilometri, tra territorio urbano ed extraurbano e si configura come una infrastruttura a più vocazioni, dall’uso per la mobilità quotidiana lungo una tratta fortemente congestionata dal traffico, a quello saltuario e di natura ludica, sportiva e cicloturistica. In entrambi i casi l’interconnessione (con altri percorsi, con i quartieri, con le principali emergenze) e l’intermodalità tra sistemi di trasporto alternativi sono parte integrante dello studio, così come la ricerca di un profondo rapporto con la storia dei luoghi attraversati, sia a livello archeologico che paesaggistico. Nell’ambito di studio sono infatti rintracciabili, oltre ai resti dell’antica città di Gabii, importanti testimonianze storiche ancora da indagare, porzioni di agro romano e rilevanze ambientali e idrogeologiche.

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Il progetto si presenta quindi come una sorta di grande opera di riqualificazione lineare, urbana e paesaggistica, costituita da un percorso strutturante fondamentale, da opere edilizie e di sistemazione dello spazio aperto di servizio, da aree riqualificate con interventi di natura paesaggistica, eventualmente anche con funzioni pubbliche, di connessioni con il contesto urbano e territoriale. Servirà quindi a migliorare la qualità complessiva dell’ambiente per gli abitanti del contesto attraversato ma anche a garantire agli specifici utenti del percorso una maggiore attrattività del paesaggio attraversato e una maggiore sicurezza.

CREDITI

tipo: incarico
status: studio di fattibilità
cliente: Roma Capitale
con: Elisabetta D’Amato, Michele Testa, Roberto Pallottini, Fabio Martellino

CITY-HOUND

social network per spazi urbani sottoutilizzati

CITY-HOUND

social network per la trasformazione temporanea degli spazi urbani sottoutilizzati

www.city-hound.com

 

#socialnetwork #temporaneità #rigenerazioneurbana #socialinnovation

CITY-HOUND mette in comunicazione i proprietari degli spazi (soggetti privati o pubbliche amministrazioni) e i soggetti che hanno bisogno di uno spazio per realizzare un’idea o un progetto. L’obiettivo è quello di semplificare le connessioni e gli scambi fra proprietari e cittadini attivi, rendendo possibile in modo semplice la realizzazione di progetti creativi con un’iniziativa bottom-up.

 CITYHOUND serve a:
– conoscere le risorse del territorio
– scoprire gli spazi dell’opportunità
– stimolare la creatività e il desiderio di una riappropriazione degli spazi
– supportare l’avvio di nuove azioni
– riattivare gli spazi sottoutilizzati
– costruire una comunità ecologica, creativa e sostenibile

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CITY-HOUND si configura come una piattaforma aperta e adattabile che ha due chiavi di attivazione principali. Da un lato c’è la motivazione della cittadinanza attiva e delle reti sociali, entrambe desiderose di riappropriarsi di uno spazio pubblico che ad oggi non è più in grado di rappresentare la società attuale; dall’altro lato c’è la grande quantità di spazi residuali ed edifici dismessi, costantemente generati dalla logica riproduttiva della città, che, pur appartenendo al paesaggio quotidiano, rimangono sotto la soglia di visibilità ordinaria e che, in un momento di attenzione al consumo come quello attuale, ben si prestano a rifunzionalizzazioni leggere, economiche (in termini realizzativi, ambientali e gestionali) e temporanee (nel senso di rispondenti ad un momento specifico del ciclo di vita dell’organismo-città). La cittadinanza attiva e gli spazi sottoutilizzati sono lo spazio della possibilità in cui agisce CITYHOUND.

CREDITI

tipo: ricerca
status: in corso
sviluppo piattaforma: WIS web interactive solutions
grafica e video: IKON advertising

ARCIPELAGO VERDE

strategia di sviluppo

ARCIPELAGO VERDE

strategia di sviluppo per la capitale della biodiversità | Roma | 2012

con Land s.r.l.

 

#strategia #sistemaintegrato #rigenerazioneurbana #paesaggio #territorio #masterplan

Arcipelago Verde is a strategic project aimed at developing a landscape and environmental vision for a sustainable development of the Municipality of Rome. Starting from the enormous environmental heritage of the municipal territory: the Agro Romano, the historical parks, the natural reserves, the rural areas and the green public spaces, the new vision developed has as principal objective the transition from a protection attitude to the reactivation of the territory.

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The proposed strategy is based on a contemporary enhancement and promotion of existing parks, on the definition of new large urban parks located on the outskirts of the city as a cure and revival of the centralities and on the redefinition of open spaces, all of which are concentrated along the ring of the Raccordo Annulare.

The Arcipelago Verde theme develops from the vision of the new urban centralities and the established city parks as green atolls, that already exist or are in process of being defined, that need to get back on top in the life of the city and be networked one to each other, aimed to the recomposition of the overall environmental mosaic of 129,000 hectares of green area that belongs to the municipal territory.

CREDITS

tipo: incarico
status: studio di fattibilità
cliente: Roma Capitale
con: Land s.r.l.

THE BIG HUG

masterplan per l’area metropolitana di Helsinki

THE BIG HUG

masterplan per l’area metropolitana | Greater Helsinki Vision 2050 | Helsinki, Finlandia

progetto menzionato

 

#masterplan #strategia #rigenerazioneurbana #intermodalità

Le 14 municipalità che compongono Greater Helsinki hanno bandito un concorso internazionale di idee con l’obiettivo di raccogliere ed elaborare strategie di sviluppo sostenibile. Il progetto The Big Hug intende costruire una visione unitaria della “Greater Helsinki” che possa strutturare la nuova dimensione territoriale metropolitana della città definendo precise linee guida per lo sviluppo e strumenti gestionali capaci di regolarne la crescita. La struttura del progetto è articolata attorno a tre operazioni fondamentali.

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Nature structure against sprawl. Ripensare il rapporto tra la struttura del territorio, con la sua natura selvaggia, articolata e diffusa, e la struttura urbana, che segue un modello a bassissima densità che non potrebbe sostenere il consistente sviluppo previsto nei prossimi cinquanta anni.

One city diffrent lifestyles. Il sistema delle infiltrazioni verdi rafforza e definisce la struttura ad arcipelago dell’area metropolitana, un territorio fatto di parti che, pur nell’ottica di una visione unitaria, devono preservare e rafforzare i loro caratteri peculiari.

Engeneiring the city. Il notevole sviluppo urbano deve essere strutturato attraverso lo sviluppo della rete di trasporto pubblico. La spina dorsale di questo sistema, che collega e unifica i diversi arcipelaghi metropolitani, è l’Hook: un fascio infrastrutturale che contiene le principali linee di trasporto pubblico alla scala nazionale, regionale e metropolitana.

CREDITI

tipo: concorso di idee
risultato: menzionato
cliente: Greater Helsinki municipalities
con: Gualtiero Bonvino, Paola Fusco, Daniela Pastore, Raffaele Patitucci, Davide Sacconi