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BARI COSTA SUD

riqualificazione dell’area costiera | Bari | 2018

 

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CINQUE AZIONI PER LA COSTA SUD

  1. riconoscere la discontinuità come valore

L’area di progetto è caratterizzata da un paesaggio frammentato, la cui identità non è univoca. Fino al canale Valenzano, si riconosce una forma della città, definita da espansioni concentriche: qui è sufficiente il riammagliamento con la città storica attraverso mirati completamenti della rete stradale e dei tessuti edilizi. Oltre la lama, la pianificazione dell’ultimo secolo ha generato un tessuto discontinuo, costituito da un sistema di isole indipendenti ed eterogenee. Riconoscendo la discontinuità del costruito come un valore da preservare, il progetto rafforza la natura dei diversi ambiti come realtà autonome ed indipendenti, da densificare e ridefinire nei caratteri e nei bordi. Il vuoto, nella forma di parco lineare, sarà l’elemento strutturante, capace di tenere insieme le diversità e ridefinire l’identità del luogo. 

  1. strutturare la spina dorsale

Affinché la discontinuità non significhi segregazione e marginalizzazione, occorre garantire condizioni ottimali di accessibilità. La proposta consiste nel trasformare il tracciato ferroviario, fino ad oggi una cesura invalicabile nel territorio, nella spina dorsale capace di strutturare la trasformazione, convertendolo nel TAC (Tram dell’Arte Costiera), un’importante asse di trasporto pubblico locale da relazionare ad un sistema capillare di mobilità ciclopedonale, che possa costituire realmente un’alternativa alla mobilità su gomma.

  1. individuare i poli

Il sistema lineare della mobilità pubblica è potenzialmente un sistema omogeneo. Il rafforzamento dei nodi esistenti e l’inserimento di nuovi poli accentratori lungo il suo percorso permette di costruire dei momenti che si configurano come delle pause di differente scala, condensatori di vita e di vitalità. I poli lungo la linea del TAC, alcuni già esistenti, altri di nuova costituzione (il parco marittimo, il polo di Torre Carnosa, dell’insediamento costiero di San Giorgio, il distretto agro-marittimo), sono di diverso tipo e rilevanza. La trasformazione è direzionata, da un lato, verso funzioni capaci di costituire attrazione per la scala territoriale e, dall’altro, verso lo sviluppo di un sistema continuo di spazi comunitari per la cultura, l’educazione, lo sport e il leisure, capaci di costituire attrazione e identità alla scala locale. 

  1. lavorare sui bordi

Questa parte di città, per sua natura, si è sviluppata all’interno di fasce longitudinali, parallele alla costa e delimitate dalle linee infrastrutturali, con scarsi punti di contatto e connessione trasversale. La sfida consiste nel rileggere queste fasce, reinterpretando il concetto di limite non come cesura, ma come territorio di mediazione fra le parti. Nel progetto le aree di bordo assumono quindi un valore particolare, sia come punto di incontro che filtra realtà diverse (paesaggio costiero e retrocostiero, tessuti insediativi, sistemi naturali), sia luoghi ben definiti, dotati di una propria identità, che hanno la possibilità di diventare per il territorio una risorsa eccezionale perché specifica del luogo.

  1. evitare il consumo di suolo: riusare, liberare, densificare, intensificare

Il momento di crisi attuale non permette errori, né sprechi. Serve agire in maniera strategica, traendo il massimo beneficio dalle risorse già disponibili. Pertanto il progetto si fonda su quattro principi. Riusare l’esistente (edifici dismessi e spazi scarsamente definiti), prevedendo anche ri-attivazioni temporanee per innescare le prime trasformazioni. Liberare il fronte mare e l’ambito retrodunale da tutti quegli elementi incongrui che, se non possono essere riutilizzati, dovranno essere demoliti. Densificare, completando i tessuti esistenti, così da preservare il vuoto, naturale o minerale, come elemento di riconnessione fra le parti. Intensificare di funzioni e attività, puntando sulla mixitè funzionale, tipologica, formale.

CREDITI

tipo: concorso di idee
cliente: Comune di Bari
urbanistica: arch. Mauro Baioni