Ossigenatore Urbano
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Progetto: riuso dell'ex ferrovia Circum Mare Piccolo
Tipo: concorso di idee “L’identità degli immobili pubblici - Ex Ferrovia Circum Mar Piccolo”
Luogo: Taranto, Italia
Data: 2008


Cliente: Agenzia del Demanio

Programma: spazio pubblico, infrastruttura, paesaggio






 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ossigenatore urbano

L’idea fondante del progetto è quella che il percorso dell’ex ferrovia Circum Mar Piccolo possa funzionare come “ossigenatore urbano”, un sistema che, analogamente a quanto avviene per l’apparato circolatorio, sia capace di purificare la linfa vitale della città e rimetterla in circolo carica di nuova energia.
L’intento è quello di costruire uno spazio pubblico nel quale si possa riscoprire e vivere un nuovo equilibrio tra città e territorio, tra urbanità e natura, uno spazio di mediazione nel quale sperimentare pratiche di sviluppo sostenibile. Il percorso e il sistema ambientale complesso che attraversa si trasformano quindi in un grande laboratorio territoriale nel quale sviluppare, mettendole a sistema, le risorse naturali, economiche e culturali del territorio. Non sono quindi importanti le soluzioni tecniche o architettoniche in sé, ma soprattutto la capacità di questo organismo territoriale di mettere a nudo le contraddizioni della città contemporanea e di incidere sull’atteggiamento culturale e sull’immaginario che le persone hanno del proprio territorio presente e futuro.


Il progetto sviluppa quattro temi fondamentali: agricoltura, energia, riciclo e biodiversità.

 

Biodiversità

Conservare ed incentivare la biodiversità del territorio, ovvero la varietà delle diverse specie animali e vegetali, è un elemento fondante di uno sviluppo sostenibile, sia a livello culturale, poiché permette alle generazioni future di conoscere risorse naturali che possono estinguersi, sia da un punto di vista della sopravvivenza stessa della vita sulla terra, poiché garantisce il mantenimento di equilibri climatici, ecologici, etc. L’area circostante il Mar Piccolo è peraltro piuttosto ricca sia di vegetazione tipica e spontanea, che di fauna stanziale o migrante, tanto che la “Palude la Vela” è diventata dal 1993 rifugio del WWF. Il progetto propone di costruire un vero e proprio sistema della biodiversità che, a partire dalle aree già protette, si dirama principalmente lungo i corsi d’acqua per riallacciarsi alle strutture ecologiche territoriali a livello della provincia e della regione. In questo modo si incentiva il ripopolamento e la possibilità di movimento delle specie attraverso i corridoi biologici. Nelle zone a carattere più urbano è invece il tracciato che, avvolto da un verde pubblico attrezzato, garantisce la continuità ecologica dei sistemi naturali.

Energia

Il problema energetico è al centro della questione dello sviluppo sostenibile e sarà il banco di prova sul quale si misurerà la capacità delle città di rigenerarsi e sopravvivere in futuro. L’energia e le risorse naturali in genere (come l’acqua ad esempio) sono elementi fondamentali senza i quali non è possibile pensare le realtà urbane. Al di là dell’aspetto puramente tecnologico che riguarda lo sviluppo di strumenti sempre più sofisticati per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, il progetto vuole sottolineare quanto sia importante che, proprio su terreni demaniali e quindi pubblici, si promuovano e sperimentino forme di sostenibilità. Ancora una volta il problema è di tipo culturale e necessita che sia lo stato a dare il buon esempio e ad indicare possibili strade alla collettività, svolgendo un funzione di guida e di educazione all’ambiente. Infine è importante affermare che l’infrastruttura non può più essere considerata come un elemento “di servizio”, ma deve essere parte integrante di quell’insieme di elementi artificiali e naturali che costruiscono spazi e paesaggi.

Riciclo

La produzione di enormi quantitativi di rifiuti è un “effetto collaterale” dell’urbanità. Le arie inutilizzate, specialmente se demaniali e quindi considerate “di nessuno”, sono luoghi ideali per improvvisare discariche abusive. Anche il tracciato dell’ex Circum Mar Piccolo non fa eccezione e, in ogni punto in cui è facilmente raggiungibile da una strada carrabile, sono presenti cumuli di rifiuti. L’idea è quella di accogliere questa “esigenza” e trasformare la discarica abusiva in raccolta selettiva, i rifiuti in risorse. Il progetto prevede tre elementi: il magazzino per una raccolta sistematica e una catalogazione dei materiali di scarto; il laboratorio per trasformare, conoscere e sperimentare con i materiali; il mercato per la compravendita degli oggetti usati. Lo spazio pubblico dell’ex-ferrovia diventa così un luogo dove accrescere in maniera didattica o giocosa la propria consapevolezza sulla tematica dell’inquinamento ambientale e sulle possibilità del riciclo e del riuso.

Agricoltura

L’agricoltura è intesa non solo come produzione di beni alimentari ma anche come un modello sostenibile di trasformazione del territorio. La sostenibilità è infatti un concetto intrinseco alla cultura agricola che necessita di trovare un equilibrio tra la modificazione e il rispetto della natura. La ciclicità delle stagioni, le energie e le risorse naturali, il rapporto con genetica sono gli strumenti di un sistema territoriale “debole e diffuso” di relazione con il territorio. Stringere il rapporto tra la città e la sua campagna è fondamentale per sostenere la produzione agricola locale di qualità e allo stesso tempo consentire ai cittadini di accedere direttamente ai prodotti e alle conoscenze dei produttori. Il progetto propone un mercato realizzato direttamente nei luoghi di produzione, e la ristrutturazione della rete delle masserie come strutture per la vendita, la degustazione, la conoscenza dei prodotti locali. Le masserie, con le loro strutture articolate, possono offrire anche spazi per laboratori, convegni etc., nonché essere punti ricettivi per il turismo enogastronomico.